Il Presidente Nazionale Dott. Marinelli Arvedo si congratula con la Senatrice Anna Maria Parente e l' Avv. Gabriele Sepio, per l’approvazione del DDL n. 2233 lavoro autonomo che fissa l’aliquota al 25% per la Gestione Separata, tutela delle lavoratrici in maternità con assegno erogato dall’INPS ed, in caso di malattia oltre 60 gg, il blocco del pagamento dei contributi, il tetto dei € 10.000,00 per le spese di formazione, l’accesso dei lavoratori autonomi sui bandi pubblici  ordinistici e non ordinistici.

Dobbiamo essere tutti orgogliosi perchè la pazza idea della riforma della previdenza proposta a Catania e riportata nell’ordine del giorno a firma della Senatrice Parente è stata votata in Senato a larga maggioranza.

L’ordine del giorno impegna il governo a recepire in legge di bilancio la separazione della Gestione Separata e creare solo due gestioni, quella del lavoro dipendente e quella del lavoro autonomo, con uniformità di aliquote, rendimenti, eliminando la ricongiunzione onerosa e superando il problema dei contributi silenti.



dal sito "Senato.it":

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Ordine del Giorno n. G7.102 al DDL n. 2233

G7.102

PARENTE, FAVERO, ANGIONI, D'ADDA, PEZZOPANE, SPILABOTTE, PAGANO (*)

Non posto in votazione (**)

Il Senato,

premesso che:

l'articolo 2, comma 57, della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita) ha disposto l'incremento annuale delle aliquote contributive pensionistiche relative ai lavoratori iscritti alla gestione separata INPS, non assicurati presso altre forme pensionistiche, fino ad arrivare, a regime dal 2018, ad un'aliquota pari al 33 per cento;

successivamente, l'articolo 1, comma 744, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), - modificato dall'articolo 10-bis, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11 - ha ridotto, per gli anni 2014 e 2015, l'aliquota contributiva per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla gestione separata, non iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, al 27 per cento (in luogo del 28 per cento);

l'articolo 1, comma 203, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016) ha ridotto, per l'anno 2016, la suddetta aliquota di un punto percentuale (al 27 per cento in luogo del 28 per cento);

la reiterazione, di anno in anno, della sospensione dell'aumento contributivo non risolve il problema che si ripropone, di volta in volta, nel corso dell'esame di ogni legge di stabilità alla scadenza del termine annuale delle disposizioni in questione;

considerato che:

le partite IVA individuali «esclusive» attualmente versano all'Inps da sole il 27 per cento del loro reddito, più di ogni altro contribuente autonomo;

l'aumento progressivo della contribuzione sociale al livello di quella dei lavoratori dipendenti è un aumento profondamente iniquo in quanto i diretti interessati sono lavoratori e lavoratrici autonome e dovrebbero versare contributi previdenziali in base alla medesima aliquota in vigore per i lavoratori e lavoratrici autonome;

oltre a essere iniquo, il forte aumento è anche controproducente perché spinge al lavoro nero o, nel migliore dei casi, porta a una riduzione netta dei compensi;

considerato inoltre che:

ormai il sistema pensionistico si basa sul sistema contributivo puro e sussiste un forte squilibrio tra le varie gestioni che fanno capo all'Inps, soprattutto per quel che riguarda la gestione separata;

sarebbe opportuna e non più procrastinabile una revisione complessiva del sistema previdenziale dell'intero comparto del lavoro autonomo (artigiani, commercianti, agricoltori e professionisti non ordinisti) suddividendo la gestione separata tra professionisti (circa 205.000,00) e parasubordinati;

ciò semplificherebbe il sistema con la creazione di due gestioni Inps, una relativa ai lavoratori dipendenti e parasubordinati e l'altra relativa all'unificazione di artigiani, commercianti, agricoltori e professionisti;

con tale sistema si avrebbe una uniformità di rendimenti e prestazioni uguali per aree omogenee e si risolverebbe la problematica di equilibrio finanziario tra le varie gestioni che oggi esiste,

impegna il Governo a valutare l'opportunità di realizzare la revisione complessiva del sistema previdenziale dell'intero comparto del lavoro autonomo secondo le modalità esposte in premessa.


(*) Firma aggiunta in corso di seduta

(**) Accolto dal Governo


 

Allegati:

pdf button"senato.it - Ordine del Giorno n G7102 al DDL n 2233 (con riferimenti normativi)"

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